AIM Italia e Piani Individuali di Risparmio

Linda Caroli DiLinda Caroli

AIM Italia e Piani Individuali di Risparmio

Molte società di successo valutano il  momento di quotarsi in Borsa, vuoi per un piano di nuovi investimenti, vuoi  per affrontare un ricambio generazionale, vuoi per garantire un’uscita equilibrata di alcuni membri della famiglia fondatrice, vuoi per dare ad investitori istituzionali l’opportunità di uscire dall’investimento. La quotazione in Borsa offre una risposta a queste sfide e rappresenta una scelta chiave per il futuro dell’azienda. Pertanto una società deve valutare attentamente tutti gli aspetti della quotazione e le implicazioni che lo status di società quotata implica sulla gestione aziendale. L’accesso al mercato dei capitali tramite la quotazione in Borsa è uno strumento importante per tutte quelle imprese che desiderano confrontarsi in scenari competitivi sempre più complessi che richiedono visione strategica, piani industriali solidi e importanti capitali per realizzarli. Le aziende quotate hanno importanti tassi di sviluppo poiché si è rilevato che il loro fatturato cresce 3 volte di più anche grazie alla capacita di molte di loro di poter effettuare importanti acquisizioni grazie alle risorse finanziarie ottenute e al cambio di vision aziendale nel durante e dopo la quotazione.

La soglia critica che consente di avventurarsi in Borsa Italiana è una capitalizzazione di € 50 mln che concede quindi a sole circa 4000 aziende la possibilità di accedervi. Tenuto conto che per motivi culturali, in Italia è ancora bassa la propensione alla quotazione (8%) è stato introdotto nel 2012 il mercato AIM – Alternative Investment Market – per agevolare le aziende nel processo di avvicinamento al mercato dei capitali.

Un’azienda che vuole quotarsi all’AIM non ha la necessità della pubblicazione di un prospetto informativo, e neanche la pubblicazione di resoconti trimestrali di gestione.

Non viene richiesta una dimensione minima di capitalizzazione ed è sufficiente collocare solo il 10% del capitale. Non servono requisiti particolari di governance come anche non sono richiesti requisiti economico-finanziari specifici.

Questo mercato ospita al momento 105 aziende, di cui 24 entrate nel 2017, grazie anche all’introduzione dei PIR – Piani Individuali di Risparmio che sono prodotti di risparmio gestito che raccolgono capitali da investire nelle PMI in cambio di un beneficio fiscale.

Nel 2017 il mercato dei PIR ha raccolto ben 11 mld di euro!

L’avvento dei PIR  ha collegato pertanto due eccellenze  del nostro paese: la grande capacità di risparmio delle famiglie italiane da una parte (in termini di capacità di risparmio siamo secondi dopo il Giappone) e le eccellenze produttive italiane dall’altra.

L’obiettivo del legislatore che ha introdotto tali strumenti finanziari è quindi quello di rafforzare  il mercato dei capitali, che ha in sè  grandi potenzialità di sviluppo.

 

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