Consulenza e gestione della ricchezza degli Italiani

Spesso, quando si parla di gestione della liquidità, la frase che spesso mi sento ripetere è  “ guardi,  io i soldi preferirei metterli  sotto al materasso!”

E infatti ci sono  1371 miliardi di euro  (dato del 2018) sui  conti correnti, che vorrebbe dire più o meno la stessa cosa.

Stiamo  parlando di una massa “monstre” , cresciuta del  32% rispetto all’anno precedente, un dato che farebbe pensare a un popolo molto disorientato.

La gente ha paura di tutto: di perdere il lavoro, delle spese impreviste,  dell’aumento  delle tasse,  della recessione.

Secondo un sondaggio realizzato da Anima Gfk a preoccupare gli italiani sarebbe per il 53% la recessione economica, per il 40%  i timori sarebbero legati al rischio di perdita del lavoro e il 27% teme un aumento delle tasse.
E nel dubbio non prende decisioni, sopratutto nella gestione dei risparmi.

Verrebbe da dire che gli Italiani sono dei grandi accumulatori ma se consideriamo la  scarsa, quasi nulla, redditività delle somme che giacciono sui conti, forse è il caso di fare qualche approfondimento al riguardo.

La liquidità sui conti  non rende e ha dei costi di gestione che  in un certo senso vanificano quel minimo di rendimento che in alcuni casi è possibile ottenere.

Il risultato di questo atteggiamento?

Che pur essendo il nostro,  uno dei  paesi con maggiore ricchezza al mondo ( mobiliare e immobiliare),  è anche un paese dove tutta questa  ricchezza viene praticamente sprecata.

I numeri ce lo dimostrano.

Da un’elaborazione WSI su dati Allianz-Euler Hermes, è emerso  che un Finlandese in 15 anni (2003-2017) porta a casa un incremento dei suoi risparmi del 121% (8,64% media su base annua), mentre un Italiano porta a casa un misero 24%  (1,71% su base annua).

E’ tutta questione di atteggiamento. In Italia si deve fare uno scatto in avanti dal punto di vista finanziario: il risparmiatore italiano deve considerare la  consulenza finanziaria come opportunità.

Perchè il fai da te non premia.

 

 

 

 

 

 



Lascia un commento