Il debito mondiale. Un debito “monstre”

Linda Caroli DiLinda Caroli

Il debito mondiale. Un debito “monstre”

Recentemente e’ stato pubblicato il rapporto dell’IIF (Institute of International Finance) i cui dati evidenziano due aspetti tra loro contrastanti:
·      l’economia cresce e quindi il rapporto debito/PIL del III° trimestre 2017 si è lievemente ridotto rispetto ai trimestri precedenti. Nel 2017 infatti il rapporto debito/Pil è diminuito passando dal 321% al 318%.
·      il debito globale cresce.

Ad oggi, secondo l’IIF, il mondo ha un debito di 233 trilioni di dollari (un trilione corrisponde a mille miliardi).
Giusto per avere un termine di paragone, basti pensare   che il  solo debito degli  Stati Uniti vale 20 trilioni di dollari!
Il dato dell’IIF considera tutte  le voci di debito, ovvero quello delle famiglie, dei governi, delle società finanziarie e delle società non finanziarie.
Il  debito globale rispetto al 2016 è aumentato  dell’8% (16,5 trilioni). Se consideriamo i 7,6 miliardi di abitanti del Pianeta, possiamo dire che ognuno di noi ha sulle spalle un debito di 30.000,00 $
Una cosa è certa: l’ultima crisi finanziaria del 2007 è un lontano ricordo, ma il prezzo pagato è stato salato. Negli ultimi 20 anni il debito è cresciuto più velocemente  che in passato, tanto che si può affermare che il 70% del totale si è formato di recente.

Il rapporto dell’IIF mette in luce realtà tra loro abbastanza diverse. Per esempio Hong Kong registra un grosso aumento del debito corporate (+ 30%), come anche in Francia (+10%). Le famiglie cinesi invece hanno fatto ricorso al debito molto più che in passato.
In Italia il totale debito famiglie e imprese si è leggermente ridotto (350% del PIL) che risulta decisamente più basso di quello francese che registra un 400%. Una spiegazione potrebbe essere rappresentata dal Credit Crunch che ha caratterizzato il nostro sistema finanziario degli ultimi anni.

Cosa ha provocato questa esplosione del debito ? Certamente un duraturo e persistente periodo di espansione monetaria che ha immesso nel sistema oltre 15 mila miliardi di $ e contenuto il costo del denaro ai minimi storici.

Dalla parte opposta però si registra un aumento diffuso del PIL che, essendo un valore al denominatore, migliora  il rapporto.
Stiamo vivendo in una fase economica che viene denominata  Goldilocks Economy, ossia un’economia che non è così calda da provocare inflazione, e non è così fredda da provocare una recessione.
Questa situazione rende poco efficiente il sistema economico in quanto i debitori non si preoccupano nel breve del rimborso del loro debito. Cosa ci si aspetta per il futuro? Il Presidente Trump ha adottato una politica fiscale mirata a far rientrare negli Usa capitali stranieri attraverso una riduzione della pressione fiscale. Se accadrà quanto auspicato dal presidente americano, il grande afflusso di capitali provocherà una serie di strette monetarie da parte della FED con inevitabile aumento dei tassi. In tal caso il debito rischia di aumentare ulteriormente rendendo il sistema molto fragile.

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