Demografia e pianificazione finanziaria

La vita sta cambiano radicalmente.

L’Italia sta invecchiando : nel 1800 l’aspettativa di vita non andava oltre i 40 anni, oggi si vive  in media  fino a 80 e il trend è in continua crescita. Basti  pensare  che gli ultranovantenni sono 700 mila e che le stime prevedono che saranno circa 2milioni tra quarant’anni. E se la vita si allunga, aumenta il rischio del verificarsi della non autosufficienza,

Oggi gli Italiani spendono 9 mld per fronteggiare  questa spesa, una voce destinata a salire nei prossimi anni.

Oltre ad essere un paese particolarmente longevo, l’Italia ha anche un record negativo: l’indice di fecondità oggi è ai minimi storici, per cui andando avanti di questo passo, aumenteranno i pensionati e si ridurrà la forza lavoro.

In 30 anni ci sarà il doppio di pensionati da sostenere ogni 100 lavoratori.

Il rapporto ISTAT segnala che ogni 100 giovani (0-14 anni) ci sono 170 anziani (over 65 anni). Forse non tutti sanno che l’Italia è il secondo paese più vecchio  al mondo dopo il Giappone; questo significa che la progettualità di ciascuno di noi nel tempo sarà  destinata a cambiare: avremo maggiori responsabilità verso i nostri figli nonché verso i nostri genitori. E le esigenze da entrambe le parti saranno diverse.

Da qui una gestione consapevole del risparmio.

Per quanto riguarda la destinazione dei risparmi gli Italiani sono piuttosto fermi: dei 4400 mld di attività finanziarie, 1364 sono liquidi ed esposti a killer silenziosi come l’inflazione, che è  bassa rispetto al passato, o la minaccia di una nuova patrimoniale che, invocata da OCSE e FMI, potrebbe calare come una mannaia sui portafogli degli Italiani.

E cosa dire dei Fondi Pensione?

A vent’anni dalla loro introduzione, e con masse gestite attorno ai 52 miliardi, rappresentano ancora una scelta non condivisa da molti. I numeri parlano chiaro: i giovani  sono ancora poco  sensibili allo strumento , proprio loro che ne otterrebbero i maggiori vantaggi.

Solo il 2% degli under 25 ha un fondo pensione complementare, mentre  tra coloro che hanno un’età che va dai 25 ai  34 anni il 12,6% ha scelto di investire nella previdenza integrativa, come anche il 26% dei giovani dai 35 ai 44 anni. La percentuale cresce nella fascia  d’età che va dai 45 ai 54 dove si raggiunge  il 35% e scende tra gli over 55 arrivando al 22,1%.

Ciò che saremo domani dipende da cosa facciamo oggi.

E’ necessaria quindi una buona pianificazione finanziaria a suggerire un metodo di investimento che sposti lo sguardo oltre il breve periodo e capace di parlare non tanto di numeri, quanto di progetti di vita.

Da qui il ruolo fondamentale di un consulente che guidi il risparmiatore verso scelte consapevoli



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