Demografia e pianificazione finanziaria

Linda Caroli DiLinda Caroli

Demografia e pianificazione finanziaria

La vita sta cambiano radicalmente.

L’Italia sta invecchiando : nel 1800 l’aspettativa di vita non andava oltre i 40 anni, oggi si vive  in media  fino a 80 e il trend è in continua crescita. Basti  pensare  che gli ultranovantenni sono 700 mila e che le stime prevedono che saranno circa 2milioni tra quarant’anni. E se la vita si allunga, aumenta il rischio del verificarsi della non autosufficienza,

Oggi gli Italiani spendono 9 mld per fronteggiare  questa spesa, una voce destinata a salire nei prossimi anni.

Oltre ad essere un paese particolarmente longevo, l’Italia ha anche un record negativo: l’indice di fecondità oggi è ai minimi storici, per cui andando avanti di questo passo, aumenteranno i pensionati e si ridurrà la forza lavoro.

In 30 anni ci sarà il doppio di pensionati da sostenere ogni 100 lavoratori.

Il rapporto ISTAT segnala che ogni 100 giovani (0-14 anni) ci sono 170 anziani (over 65 anni). Forse non tutti sanno che l’Italia è il secondo paese più vecchio  al mondo dopo il Giappone; questo significa che la progettualità di ciascuno di noi nel tempo sarà  destinata a cambiare: avremo maggiori responsabilità verso i nostri figli nonché verso i nostri genitori. E le esigenze da entrambe le parti saranno diverse.

Da qui una gestione consapevole del risparmio.

Per quanto riguarda la destinazione dei risparmi gli Italiani sono piuttosto fermi: dei 4168 mld di attività finanziarie, 1367 sono liquidi ed esposti a killer silenziosi come l’inflazione, che è  bassa rispetto al passato, o la minaccia di una nuova patrimoniale che, invocata da OCSE e FMI, potrebbe calare come una mannaia sui portafogli degli Italiani.

Le minacce non mancano ma è pur vero che ciò che saremo domani dipende da cosa facciamo oggi. Servono quindi giusti alleati finanziari e in questo senso l’economia mondiale può darci una mano,  poichè vanta un trend di crescita stabile in cui , guardando nel lungo termine, le fasi positive risultano di gran lunga maggiori di quelle negative.

Negli ultimi 15 anni il mercato ha reso mediamente il 10% su base annua, nonostante i cali che non devono spaventare. E’ necessaria quindi una buona pianificazione finanziaria a suggerire un metodo di investimento che sposti lo sguardo oltre il breve periodo e capace di parlare non tanto di numeri, quanto di progetti di vita. Da qui il ruolo fondamentale di un consulente che guidi il risparmiatore verso scelte consapevoli

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