Il cambiamento: spread, banche e Piani Individuali di Risparmio

Linda Caroli DiLinda Caroli

Il cambiamento: spread, banche e Piani Individuali di Risparmio

 

 

A 10 anni dal fallimento di Lehman Brothers, una delle più grandi banche d’affari al mondo, una cosa è chiara: il  2008 ha segnato la fine di un’era e delle certezze che c’erano state fino ad allora.

A quei tempi l’onda lunga arrivò  fino al nostro paese minacciando quello che fino ad allora veniva considerato dagli Italiani il santuario del risparmio: la banca.

Se ai venti di tempesta della crisi finanziaria statunitense il sistema bancario italiano tradizionalmente poco speculativo è riuscito a resistere per un po’, a metterlo in difficoltà è  stata la crisi di fiducia che tra il 2010 e il 2012 ha fatto temere al mercato che l’Italia non sarebbe stata capace di rimborsare il suo debito pubblico.

Prima la stretta creditizia con un impatto pesante su un’economia banco centrica come la nostra, poi le politiche di austerity dentro e fuori il nostro paese.

E ancora, gli scandali del mondo bancario che hanno reso il terreno sempre più accidentato: dal salvataggio tardivo di Banche Etruria, Carichieti, Banca Marche e Cariferrara alle banche venete appesantite da irregolarità gestionali, dal MPS salvata dopo vari tentativi di risanamento a banca Carige in crisi già da molto tempo per i troppi NPL in pancia.

Se a tutto questo aggiungiamo il crollo dei tassi di interesse in quest’ultimo periodo, che ha praticamente cancellato i margini per gli istituti di credito, e lo sviluppo tecnologico che sta imponendo un nuovo modello di business, arriviamo alla conclusione che il mondo bancario sta attraversando una fase che impone un cambio di passo.

E i segni di questo cambio già si vedono abbondantemente.

In 10 anni gli sportelli attivi in Italia si sono ridotti di 6800 unità, il numero  dei bancari è diminuto di 44.000 persone mentre  i POS in circolazione sono aumentati di oltre un milione

La direzione è tracciata spinta  dall’avvento della tecnologia.

Anche in Italia il fenomeno comincia a manifestarsi, ma  con i suoi tempi e con le sue caratteristiche peculiari dovute sia alla tipologia di consumatore “anziano” rispetto ad altri mercati, che a una limitata diffusione della banda larga nel nostro paese, e che vede nell’attualità il suo limite a causa  di  una situazione  interna piuttosto incerta.

Un’incertezza che trova la sua origine da variabili endogene che esogene.

Se guardiamo al passato molte banche sono saltate per colpa di una cattiva governance e una mala gestio. Da questo punto di vista l’attuale sistema bancario italiano si è in parte ristrutturato attraverso numerose ricapitalizzazioni nonché alleggerendosi dell’enorme peso dei crediti deteriorati grazie a un processo di cessione che ha visto anche l’intervento pubblico.

Le nuove posizioni di NPL nei bilanci bancari  sono quantitativamente inferiori rispetto al passato.

Ma oltre alle variabili endogene  sui bilanci delle banche impattano anche le variabili esogene perché negli attivi bancari sono presenti i Titoli di Stato.

L’instabilità politica provoca un aumento dello spread e questo incide sui prezzi dei titoli di Stato che a loro volta impattano sui bilanci delle banche: la capitalizzazione bancaria negli ultimi 5 mesi si è ridotta di 1/3 con una perdita per gli azionisti  di 35 Mld di euro.

Questo fenomeno, sommato alla volatilità dei mercati, preoccupa la Banca Centrale Europea che giudica insufficienti gli sforzi delle banche italiane di mettersi al riparo da ulteriori perdite di bilancio.

A novembre ci saranno gli stress test da parte della BCE dopodiché verranno pubblicate le trimestrali bancarie nelle quali certamente saranno visibili gli effetti di questa instabilità.

Un rischio all’orizzonte c’è ed è rappresentato sia da un probabile restringimento del credito dovuto all’indebolimento dei bilanci delle banche  (impossibilitate a chiedere ulteriori ricapitalizzazioni al sistema), nonché a un rallentamento della crescita.

Per fronteggiare questi rischi e  favorire il finanziamento alle imprese uno degli strumenti più adeguati è il mercato, attraverso la raccolta fatta con i Piani Individuali di Risparmio. Questo rappresenterà il più forte e decisivo cambio di passo del sistema finanziario italiano.

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Linda Caroli

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2 Commenti finora

naturaeanimaliPubblicato il7:52 pm - Ott 24, 2018

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