La Nuova via della Seta

Linda Caroli DiLinda Caroli

La Nuova via della Seta

 

La Nuova Via della Seta, conosciuta anche col corrispondente acronimo inglese OBOR (One Belt, One Road), rappresenta il più grande progetto di investimento mai compiuto prima. Si tratta  di  un’iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia. Secondo alcuni studi l’iniziativa  coinvolgerebbe fino a 65 nazioni: più della metà della popolazione mondiale, tre quarti delle riserve energetiche e un terzo del prodotto interno lordo globale.

Il progetto mira a promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali per le produzioni cinesi.

La peculiarità dell’economia cinese è di non  pianificare a breve termine: il suo futuro socioeconomico ha un orizzonte temporale che può arrivare anche a 25 anni e si sviluppa attraverso piani quinquennali. In questo momento è in atto il tredicesimo piano quinquennale il cui  punto principale è   il cambio di politica demografica  resosi necessario per aumentare il volume di consumi interni e quindi rendere la Cina meno dipendente dalle esportazioni.

Pechino oggi  è la  prima potenza marittima e nel giro di qualche decennio  diventerà anche la prima per intelligence, superando il Pentagono. Il grande punto di forza della Cina è stato, e sarà anche in futuro,  quello di penetrare lentamente nelle economie occidentali, lasciando che nel frattempo queste si “distraggano”  internamente su tematiche sociali.

La Cina  vuole diventare entro il 2025  la prima potenza economica al  mondo, come è già avvenuto in passato . Ed è proprio per questo che è stata concepita la Nuova Via della Seta. Stiamo parlando in pratica di due nuove vie di collegamento che permetteranno di far transitare materie prime, prodotti e persone all’interno di due corridoi predefiniti. Comprende due direttrici: una terrestre ed una marittima.

La Via della Seta Terrestre attraversa tutta l’Asia Centrale arrivando fino alla Spagna: con le infrastrutture esistenti sono già stati simbolicamente inaugurati i collegamenti merci diretti fino a Berlino e Madrid ma è allo studio anche la possibilità di una linea passeggeri ad alta velocità. Questa via ha lo scopo di rendere idealmente uniti rispettivamente Cina, Unione Europea, Russia e Medio Oriente Il corridoio parte infatti da Pechino ed arriva sino a Madrid, transitando per tutto il continente euroasiatico (entrando in Kazakistan, Iran, Iraq e Turchia).

La Via della Seta  Marittima costeggia tutta l’ Asia Orientale  e Meridionale, arrivando fino al Mar Mediterraneo  attraverso il canale di Suez.  Il corridoio marittimo, che parte da Quanzhou arriva in Italia a Venezia e Trieste.  La rotta marittima costeggerà  numerose nazioni , rispettivamente: Thailandia, Indonesia, Bangladesh, India, Iraq (con Basrah), Somalia, Gibuti, Egitto ed infine Italia. Questo corridoio unirà idealmente sei aree marittime del pianeta: il Mar della Cina, l’Oceano Pacifico, l’Oceano Indiano, il Mar Rosso, il Mar Arabico ed il Mar Mediterraneo.

Dal punto di vista finanziario, l’investimento verrà supportato dalla Banca Asiatica per gli Investimenti e le Infrastrutture, di cui la Cina è l’azionista di maggioranza di riferimento assieme a Russia e India. Questo fondo è nato per contrastare la visione del  Fondo Monetario Internazionale  che secondo Pechino  protegge  le economie occidentali, Statunitense in primis. L’obiettivo è l’isolamento economico degli Stati Uniti nel momento in cui tali infrastrutture verranno realizzate e attivate.

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