I Millenials e il loro rapporto con il risparmio

Linda Caroli DiLinda Caroli

I Millenials e il loro rapporto con il risparmio

I Millennials, o Generazione Y, sono i ragazzi nati tra gli anni ‘80 e fine anni ‘90.

Il  Time Magazine li definisce “Overeducated, underemployed, wildly optimistic”, vale a dire sovra-istruiti, sottoccupati, particolarmente ottimisti e sopratutto grandi risparmiatori, tanto  che sono anche  definiti “super savers“.

Sono più aperti, esigenti, tecnologicamente evoluti ed informati della generazione che li ha preceduti. Hanno un approccio alla vita adulta unico, sono molto legati ai valori familiari, al rapporto con gli amici e alla comunità intesa in senso ampio.

Sono 1,7 miliardi i Millennials nel mondo, costituendo il 24% della popolazione globale, mentre in Italia attualmente rappresentano circa un terzo dell’intera popolazione.

Rappresenteranno nel 2025 circa il 75% della popolazione attiva e molti di loro saranno i leader del futuro.

L’alta numerosità e il crescente potere d’acquisto li rendono capaci di influenzare i media, i consumi, il mercato immobiliare, persino la ristorazione.

Hanno un atteggiamento diverso dal  consumo compulsivo che ha caratterizzato la generazione che li ha preceduti.
I Millenials sono cresciuti dentro la  crisi economica, sono consapevoli  del valore della famiglia e della rete sociale nell’affrontare problematiche comuni: fanno leva sulla rete e questo permette loro di superare limiti di natura economica.

Hanno un ruolo attivo nel processo di acquisto confrontandosi con le aziende produttrici, utilizzando i canali digitali messi a disposizione. Anche il rapporto con la banca è molto selettivo: per loro la scelta, ad esempio,  di un conto corrente gratuito è importante.

Sono consumatori severi, desiderano essere informati sulle aziende, su ciò che producono o sui servizi che offrono, sulle politiche aziendali adottate.
Un terzo dei Millennials del mondo  risparmia ed è sicuro di sé riguardo al proprio futuro finanziario, 1 giovane su 2 non è certo delle strategie attuatementre il 18% non risparmia affatto.
Eppure, mutatis mutandis, resta  la generazione che dichiara di risparmiare di più anche se non si dimostra particolarmente interessata a investire.
In Italia non rappresentano un target interessante per le società di gestione del risparmio, che in questo momento si rivolgono soprattutto al loro cliente tipo di età compresa tra i 40 e i 50 anni.

Perché?

Perchè non hanno un lavoro stabile, non dispongono di interessanti disponibilità finanziarie e molto probabilmente non godranno di una pensione. A loro l’industria finanziaria al momento si limita ad offrire un conto corrente, prestiti e mutui. I Millenials non sono  interessati alla previdenza integrativa, mentre invece utilizzano gli strumenti di pagamento digitali  con estrema naturalezza. Sono poco inclini all’indebitamento, se non per comprarsi lo smartphone.

Non solo.

La filiera commerciale delle banche spesso mette a loro disposizione consulenti di altre generazioni, che non sono in grado di sostenere la loro preparazione, frutto di una pianificata consultazione  in rete  sull’argomento. Perchè i Millenials, in rete, cercano tutto.
Il risultato è che il 70% degli under 35 detiene  un solo fondo italiano, mentre uno su quattro  dichiara di averne due o più.
Ma si rivolgono sempre di più al Fintech e questo li rende attrattivi per i nuovi player del mercato come Apple, Facebook, Amazon. Questa la molla che sta spingendo i giganti della rete ad entrare nel mondo della distribuzione dei prodotti bancari.

 

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