Pianificazione successoria e impresa

Linda Caroli DiLinda Caroli

Pianificazione successoria e impresa

La pianificazione successoria di un’impresa è quel processo in base al quale un asset aziendale è organizzato, detenuto e sviluppato nell’interesse del suo proprietario e delle generazioni successive. La mobilità dei patrimoni e delle persone è un trend che caratterizza l’industria , non solo in Italia.

Patrimonio, famiglia e impresa sono sempre alla ricerca di un equilibrio stabile.

La governance generazionale è elemento chiave per lo sviluppo delle famiglie imprenditoriali. La gestione del sistema impresa-famiglia-patrimonio risulta il prodotto di un’accurata pianificazione che tenda a conciliare le tre dimensioni. La pianificazione successoria e il passaggio generazionale, insieme al tentativo di preservare il patrimonio di generazione in generazione, diventano determinanti anche per il sistema Paese in generale.

Le aziende familiari rappresentano infatti le fondamenta portanti dell’Italia e non solo.

Guardando fuori dai nostri confini vediamo che lo stesso accade anche in Europa, Cina, Stati Uniti.

Tali imprese, in cui una o più famiglie, collegate tra loro da legami di parentela, hanno il potere di nominare gli organi di governance gestendo anche grossi patrimoni, sia materiali che immateriali, sono votate alla continuità, al profitto, alla solidità patrimoniale.

Tutto questo grazie all’intreccio di tre grandi drivers:  Famiglia, Impresa e Patrimonio.

Ciò che ne scaturisce è quello che viene definito family business, che può rappresentare elemento di forza o di debolezza di una realtà imprenditoriale.

Le aziende familiari che operano in Italia nella stragrande maggioranza dei casi si distinguono per fatturati superiori a quelli medi rispetto a quelle aziende dove il managing è  affidato a terzi.

Esse quindi rappresentano dei veri e propri casi di successo: molte di loro, oltre a diventare  punti di riferimento per l’economia interna, hanno raggiunto dimensioni significative anche nel mercato internazionale. Il segreto sta proprio nel forte attaccamento alle tradizioni, alla storia e cultura d’origine. I legami familiari le rendono particolarmente competitive

Ovviamente la pianificazione successoria è senza dubbio la fase più delicata del ciclo vitale di un’impresa:  questa va organizzata per tempo.

Una recente analisi condotta nel mondo delle piccole e medie imprese italiane ha evidenziato che la maggior parte delle realtà imprenditoriali medio-piccole attualmente operanti, sta affrontando o dovrà affrontare a breve il passaggio generazionale e della conseguente pianificazione della continuità aziendale. Basti pensare che il 23% degli imprenditori italiani ha più di 70 anni.

Sempre restando nel campo dei numeri, solo il 10,3% delle aziende ha già compiuto il passaggio generazionale, mentre nel  70% dei casi la generazione al vertice deve ancora lasciare il passo alla successiva.

La best practice nella transizione generazionale chiede il rispetto di 8 punti chiave

  • Definire una linea di demarcazione tra famiglia e business
  • Tendere a creare un moderno modello di governance
  • Anteporre la meritocrazia ai rapporti personali
  • Definire un piano per l’avvicendamento ai vertici e per l’inserimento nel family business
  • Lasciare alla società risorse sufficienti per eventi inattesi
  • Definire le modalità attraverso le quali liquidare azionisti non in linea con gli obiettivi aziendali
  • Avere disponibilità sufficienti per sopportare l’effetto legato alle imposte di successione
  • Inserire nel family business terze persone, non appartenenti alla famiglia, in grado di apportare conoscenza e professionalità non reperibili in ambito interno, meno influenzabili dalle vicende familiari e proiettate verso questioni tecniche ed economiche.

Esistono  apposite pattuizioni contrattuali, come da esempio il patto di famiglia, che soddisfano l’esigenza del passaggio generazionale e nello stesso tempo permettono di ottimizzare il carico fiscale.

Infatti il patto di famiglia , contratto con cui l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda a uno o più discendenti, non è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni. Il beneficio  si applica a condizione che gli aventi causa proseguano l’esercizio dell’attività d’impresa o detengano il controllo per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, rendendo, contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione o all’atto di donazione, apposita dichiarazione in tal senso.

 

 

 

 

 

 

 

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