PIR: questi sconosciuti

Linda Caroli DiLinda Caroli

PIR: questi sconosciuti

 

 

Sembra paradossale!

Tutti ne parlano ma ancora pochi li conoscono: i  Piani Individuali di Risparmio , giudicati gli strumenti di rilancio per la crescita del sistema industriale italiano.

Eppure, stando a una recente analisi di Prometeia, la ricerca di questo strumento è ancora troppo limitata nel nostro Paese.

Il 44% degli Italiani dichiara di esserne all’oscuro e quindi la mancanza di conoscenza  porta a una percentuale di possessori del prodotto pari all’1,4% del totale della popolazione.

Chi sono coloro che comprano i PIR? Sono i Baby Boomers persone ancora in attività e che godono di stabilità economica, con un’età compresa tra 56 e 65 anni. Una cerchia di clienti troppo ristretta rispetto alle potenzialità del nostro Paese.

I PIR sono strumenti che fungono da connettori privilegiati tra il mondo delle imprese e quello dei capitali e proprio per questa modalità di investimento, si rivelano ottimi  veicoli auto esplicativi di educazione finanziaria.

I Pir consentono in modo semplice e conveniente ai risparmiatori di avvicinarsi  a quello che viene definito un investimento azionario,  ma che non richiede una conoscenza particolarmente approfondita dello stesso.

Perchè?

Perchè l’investitore non investe acquistando  i singoli titoli presenti sul mercato, ma lo fa comprando un paniere che diversifica a sufficienza l’investimento.

Pertanto anche un risparmiatore che non abbia una forte conoscenza  può avvicinarsi al mercato delle imprese ricevendo un interessante (e unico nel suo genere!) bonus fiscale:  detenendo lo strumento per un periodo non inferiore ai cinque anni non paga le imposte sulle rendite finanziarie.

 

 

 

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