Più consulenti meno impiegati bancari

Linda Caroli DiLinda Caroli

Più consulenti meno impiegati bancari

 

Il  posto in banca, fino a una quindicina di anni fa, era considerato  sinonimo di sicurezza, un lavoro ben retribuito, tranquillo, senza spinte, pressioni, addirittura noioso in certi casi.

Oggi gli impiegati bancari, quei  pochi rimasti e ancora meno in un prossimo futuro, sono meno sicuri dal punto di vista lavorativo, sono continuamente pressati a vendere prodotti spesso in conflitto di interessi o, ancor peggio,  di prodotti non sempre adatti alla clientela cui si rivolgono.

Entro il 2020 in Italia verranno meno tra i 20.000 e i 25.000 posti di lavoro nel settore bancario: gli esodi per ora restano ancora volontari, spesso si ricorre al prepensionamento, non ci sono licenziamenti e non c’è cassa integrazione. Grazie al Fondo di Solidarietà in 10 anni si sono gestiti tutti gli esodi. Ma fino a quando si potrà andare avanti così?

Il futuro chiede cambiamenti:  si dovrà immaginare un innovativo  modello distributivo  del sistema bancario che metta al centro figure professionali esclusivamente dedicate  alla consulenza e meno all’attività di sportello. Oramai il grosso delle operazioni viene svolto on-line per cui la vecchia figura dell’addetto risulta assolutamente inutile, obsoleta. L’81% dei clienti utilizza ormai i canali digitali delle banche soprattutto per le operazioni e i pagamenti di tutti i giorni

Il percorso oramai è tracciato: nei prossimi anni si prevede la chiusura di metà degli attuali sportelli bancari e uno snellimento del personale. Il Fintech ha messo in crisi strutturale un intero sistema che da decenni funzionava bene, e guadagnava tantissimo.

Alla crisi strutturale di un sistema definito da molti “bancocentrico” si è affiancata una lunga fase economica caratterizzata  da bassi tassi di interesse,  che insieme alle rettifiche su crediti imposte dalla BCE per ammortizzare la zavorra degli NPL (non performing loans) ha profondamente minato la redditività delle banche.

La soluzione? Ridursi e trasformarsi attraverso un cambio culturale e di mentalità profondo.

La novità quest’anno arriva da Intesa Sanpaolo che ha deciso di assumere 500 nuovi dipendenti da destinare all’attività di consulente finanziario attraverso  un contratto ibrido: un part-time da dipendente, a cui si aggiunge un inquadramento come lavoratore autonomo. È questo il segnale di cambiamento che apre la strada al futuro di molte reti bancarie italiane.

 

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