Polizze Unit-linked e Solvency II

Stiamo vedendo svilupparsi i cosiddetti prodotti “capital-light”, come le Unit-linked o prodotti con livelli inferiori di garanzia o senza alcuna garanzia, con l’obiettivo di consumare meno del capitale richiesto ai sensi dei Regolamenti Solvency II.

Il Regolamento richiede di  mantenere capitali costantemente adeguati all’insieme dei rischi inerenti l’attività della compagnia assicurativa. I premi incassati dagli assicurati non figurano come utili nei conti di una compagnia: si tratta di  soldi che in gran parte alimentano le riserve tecniche, cioè gli impegni presi nei confronti dei clienti al momento della sottoscrizione di una polizza. In attesa di restituirle ai clienti, sotto forma del pagamento di un sinistro o di capitali rilasciati alla scadenza di una polizza vita, la società assicurativa investe quelle risorse per preservarne e accrescerne il valore. Ma non è certo che tutti gli investimenti vadano a buon fine, pertanto,  c’è sempre il rischio che nel corso degli anni l’assicuratore sia costretto a mettere mano al portafoglio per rimpinguare le sue riserve: o perché i sinistri si sono rivelati molto più costosi di quanto era stato ipotizzato o perché una parte degli investimenti utilizzati per la copertura delle riserve tecniche si sono ridotti a causa di un negativo andamento dei mercati finanziari.

Le compagnie in questi ultimi anni  stanno incontrando crescenti difficoltà ad operare e con le Unit-Linked che hanno scadenza  prefissata, nell’era dei tassi zero, o negativi, e con Solvency II che prevede per queste tipologie di polizze, con maggiori tutele per gli assicurati, elevati assorbimenti di capitale.

Solvency II è stato costruito su tre pilastri: il primo fissa i requisiti quantitativi del nuovo sistema di vigilanza. Non si guarda solo al capitale, ma anche alla corretta valutazione di tutte le obbligazioni nei confronti degli assicurati, alla diversificazione degli investimenti e alla loro coerenza con le passività e con “l’appetito per il rischio” definito dal vertice, alla profittabilità e sostenibilità nel tempo dei prodotti offerti, alla capacità di mitigare i rischi tecnici e finanziari. La solvibilità di un’impresa assicurativa è tuttavia concetto ancora più ampio. Si ottiene ottemperando anche a requisiti di ordine qualitativo;  il secondo riguarda il governo societario e la funzionalità dei consigli di amministrazione; il terzo a requisiti informativi e di confronto con il pubblico