Tutta colpa del VIX?

Linda Caroli DiLinda Caroli

Tutta colpa del VIX?

 

Il VIX,  detto anche “indice della paura”  oppure “indice della volatilità”, è un’unità di misura delle turbolenze economiche mondiali. Esso calcola la probabilità che il prezzo delle azioni salga o scenda significativamente nei successivi 30 giorni dalla rilevazione. Il VIX è calcolato sulla base degli scambi che avvengono sul Chicago Board Options Exchange il più grande mercato mondiale delle opzioni.

Fino a primi giorni del mese di febbraio molti Hedge Funds e ETF scommettevano forte sul ribasso dell’indice VIX che recentemente aveva toccato livelli minimi.

Il 5 febbraio c’è stato un consistente rialzo. Da cosa è dipeso?

Dalla pubblicazione di due notizie macroeconomiche: le rivendicazioni  dei metalmeccanici in Germania che chiedevano rialzi salariali, alla fine ottenuti, e il dato sui salari americani, che si è rivelato superiore alle attese.

A leggerle così le due notizie appaiono agli occhi di tutti molto favorevoli all’economia.

Del resto  l’aumento dei salari di per sé risulta essere una notizia economica assolutamente positiva.

Dov’è l’inghippo?  Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita  del PIL mondiale che non è andata di pari passo con l’aumento dei salari. L’aumento dei salari certamente porta maggiori consumi, maggiori utili per le società che offrono i beni di consumo e tutto questo genera inflazione. Il potenziale rischio di un aumento dei prezzi  è stato visto dai mercati in maniera negativa in quanto, se aumentano i prezzi aumenta l’inflazione e le Banche Centrali devono accelerare il processo di Tapering, ossia la riduzione degli acquisti di Titoli di Stato,  che genera un aumento dei tassi. Un aumento dei tassi genera un aumento del costo del denaro e quindi maggiori difficoltà per le aziende di finanziarsi.

Questo ha generato turbolenza nei mercati e l’indice VIX è schizzato verso l’alto provocando  una serie di vendite automatiche (perché gestite da algoritmi)  da parte degli Hedge Fund e degli ETF.

Forse non tutti sanno che gli algoritmi muovono circa il 66% degli scambi di borsa!

Nel momento in cui la notizia macroeconomica dei salari ha aumentato la volatilità, le strategie impostate dagli Hedge Fund hanno dovuto chiudere, anche perché molte di queste strategie ribassiste sulla volatilità  erano impostate a leva. E poiché in quel momento  la scommessa andava contro, sono saltate le garanzie concesse dalle banche e  sono partite le vendite forzate per evitare ulteriori perdite.

 

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